MILANO FUORI SALONE 2012

Salone del mobile, fuori salone, salone satellite, zona Tortona, Brera, ventura Lambrate, quadrilatero della moda, 10 Corso Como. Chi più ne ha più ne metta.

Il salone del mobile ha, ogni anno, la straordinaria capacità di trasformare Milano in una città incredibilmente smart, cosmopolita, democratica, colorata, innovativa, sorridente.

All’atmosfera di quei giorni devo molto. Devo il fatto che un paio di anni fa, nonostante la mia noncurance verso la città meneghina – se non per le giornate dedicate allo shopping o alle mostre d’arte, me ne sono innamorata, scegliendo di darle una seconda opportunità venendoci (addirittura!) a vivere.

In queste giornate ho avuto la conferma del mio personale, e discutibile, concetto di design, che si declina nelle forme più disparate: negli arredi in primis, nelle installazioni momentanee, negli eventi, negli accessori ricercati, nella realtà aumentata, nei personaggi strambi.

Ed è una settimana democratica: si entra nei meravigliosi cortili tenuti -aimè- chiusi durante tutto l’anno, ci si rilassata sui divani da esterni, si sorseggia il caffè gentilmente offerto, si va all’Hangar Bicocca per uno degli appuntamenti mondani e modaioli più belli dell’anno, si scoprono angoli nuovi e loft che fanno sognare, si respira un’atmosfera scandinava mangiandosi un hot dog sotto un tiepido sole con dj set annesso, ci si auto-inganna decidendo che ‘anch’io potrei avere il mio bel giardino verticale! Noo??’.

E poi ci si rende conto che è proprio il pensiero laterale a dar vita a prodotti semplici e geniali: il sughero che diventa un vaso, un pasticcino gigante un pouf, il pavimento di una vecchia palestra un tavolo, una teiera una lampada, la tabella dei verbi irregolari inglesi una carta da parati, una bici un servizio offerto da un noto Brand.

Potrei continuare a parlarne per mesi ma, per concludere, la filosofia che riassume questi giorni segnati dal piacevole tour de force, è la copertina dell’inserto del Corriere dedicata al Salone del Mobile: ‘Cercasi leggerezza’. Già perché il design è questo: creatività, pensiero laterale, oggetti che sintetizzano la funzionalità e l’estetica, facilità, leggerezza.
E vissero tutti felici e contenti.

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